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Sms, blog, social e network così ho fatto vincere Obama

Posted by Redazione EuroStep • Tuesday, May 19. 2009 • Category: Networking, reti, Internet, Posizionamento, presenza web, webranking
Barack Obama ha vinto anche grazie alle reti social
Joe Rospars, artefice della campagna elettorale telematica dice "Volevamo creare un nuovo movimento. E ci siamo riusciti".

Joe Rospars ha trentacinque anni e l'aria di un ragazzo tutto casa e computer, uno di quelli che non noti nemmeno se è tuo compagno di classe. Eppure questo signore con gli occhiali, tranquillo e calmo, che affabilmente saluta tutti nella grande sala della Verkehrshaus di Lucerna, dove ha appena finito di parlare ai partecipanti all'Eurovision Tv Summit organizzato dall'Ebu, è uno degli uomini del momento, colui che ha messo in moto la campagna elettorale online di Barack Obama, è il deus ex machina di un movimento nato sfruttando email, blog, social community, sms e cellulari, tutto l'armamentario dei nuovi media di cui lui era responsabile. Il primo "new media director" di una campagna elettorale americana, conclusasi con un successo.

"Sì, era la prima volta che esisteva un simile incarico", dice sorridendo. Rospars, a capo della sua Blue State Digital, aveva già firmato delle iniziative di successo, ma a credere nelle sue doti è stato soprattutto David Plouffe, il responsabile della campagna elettorale di Obama, che prima di altri ha capito che il web poteva essere utilizzato in maniera nuova. "Mi ha chiamato lui - ricorda Rospars - mi ha detto che se la gente voleva delle voci nuove, se voleva che qualcosa accadesse, la sfida era quella di farla accadere davvero, costruire un movimento nuovo in un insieme di istituzioni arcaiche".

E Barack Obama?

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IFPI attacca gli hosting providers

Posted by Redazione EuroStep • Friday, May 15. 2009 • Category: Posizionamento, presenza web, webranking
Logo IFPI
Dopo l'inaspettata conclusione del processo a Pirate Bay e il verdetto di colpevolezza, l'IFPI si è resa più astuta.

Invece d'andare a "portare" i casi in Tribunale, sta scegliendo la strada di portare al shut down dei siti torrent mediante il coinvolgimento degli hosting providers

Dopo l'inaspettata conclusione del processo a Pirate Bay e il verdetto di colpevolezza, migliaia se non milioni di persone sono rimaste scioccate. Pirate Bay non ha mai ospitato alcun file pirata e in molti sono quelli pronti a dire che altro non si tratta di un motore di ricerca. La conclusione del processo a Pirate Bay ha suscitato anche un ondata emotiva ma sopratutto panico, per molti trackers "privati" che, di fronte alla minaccia del carcere e ingenti spese processuali, hanno optato per una chiusura del servizio.

L'IFPI ha gridato vittoria troppo presto, ogni Stato permette di ricorrere in appello e, forse ma ancor più sicuramente, il verdetto potrà essere capovolto, ne riparleremo però fra un anno.

Grazie a TorrentFreak veniamo conoscenza che l'IFPI si è resa questa volta più astuta, invece d'andare a "portare" i casi in Tribunale, sta scegliendo la strada di portare al shut down dei siti torrent mediante il coinvolgimento degli hosting providers, sta cominciando infatti a inviare richieste di take down. Uno dei providers che ha ricevuto "il richiamo all'ordine" di IFPI è DCP Networks, che noleggia i server a TorrentBytes, uno dei più grandi BitTorrent trackers.

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